immagine che rappresenta una donna che si prova le scarpe

SCARPE VINTAGE

La storia della calzatura e i modelli più iconici.

LE ORIGINI DELLA SCARPA

La storia della scarpa è antichissima, attestata fin dalla preistoria, e ha seguito, passo dopo passo, il cammino dell’uomo verso la modernità. Le calzature non sono state create da un singolo della inventore, ma si sono evolute per decine di migliaia di anni in modo differente, cambiando a seconda della popolazione e della zona geografica. 

Le prime “scarpe” erano aperte: semplici protezioni per i piedi fatte di pelli animali e fibre vegetali. Sandali di questo tipo sono stati ritrovati in Oregon, Missouri e Israele, e si stimano abbiano almeno 15.000 anni. La prima scarpa “chiusa”, invece, è stata ritrovata nell’attuale Armenia: si tratta di una calzatura da donna risalente al 3.500 a.C, realizzata con un unico pezzo di pelle bovina allacciato con una corda di cuoio. 

NEL MONDO ANTICO: EGITTO, GRECIA E ROMA

Nell’antico Egitto si usava indossare sandali in pelle conciata con oli vegetali e grassi animali, con suola in cuoio, legno, giunco o foglie di palma, assicurati al piede tramite il sistema dell’infradito. Alcuni di questi esemplari sono esposti al British Museum di Londra. 

I sumeri sono stati i primi a colorare le pelli delle calzature, mentre gli assiri hanno inventato gli stivali alti al ginocchio, per cavalcare e guidare i carri da guerra. Ma è solo grazie agli antichi greci e romani che la scarpa ha cominciato ad assumere forme e modelli base, poi tramandati nei secoli successivi, dai sandali con suola in legno (simili ai moderni zoccoli) o con lacci da stringere attorno al polpaccio, fino agli stivali e stivaletti che variavano in base allo status sociale, al sesso e alla destinazione d’uso (per viaggiare o cavalcare, ma anche da cerimonia).

TRA MEDIOEVO ED ETÀ MODERNA

Durante il Medioevo sono nati nuovi modelli di calzature, diversi a seconda delle popolazioni. Nell’area dei Pirenei, ad esempio, spopolavano le espadrillas, mentre in Cina si fasciavano i piedi delle bambine con calzature piccolissime, per ottenere la forma di un fiore di loto. 

La scarpa con la punta allungata (la Poulaine) è una creazione dell’antico popolo germanico dei franchi, così come la calzatura a becco d’anatra (XI secolo). Nella Venezia del XII secolo le corporazioni di calzolai e ciabattini producevano suole speciali in cuoio e calze solate, oltre ai famosi Patitari, zoccoli in pelle di montone con suola alta. 

Nel XVII secolo, grazie a Caterina de’ Medici, si è diffusa la moda dei tacchi anche per le donne (prima erano utilizzati solo dai cavalieri). Gli uomini usavano portare tacchi bassi e tozzi; le fanciulle, alti e slanciati. Nel Settecento le ciabattine e le scarpette delle nobildonne erano impreziosite da seta o velluto, con ricami in rilievo e fili d’oro e d’argento. 

LE SCARPE DALLA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE AD OGGI

Fino alla fine del Settecento le scarpe erano prodotte solo artigianalmente e ogni paio era “personalizzato”. Con la Rivoluzione Industriale e la nascita delle prime fabbriche, la produzione di calzature è diventata più economica e standardizzata: nell’Ottocento si è cominciato a distinguere tra scarpa destra e sinistra, e ad utilizzare materiali plastici e la gomma, rendendo le calzature più morbide e comode.

immagine che rappresenta una donna seduta con scarpe con tacco

LO STILE ITALIANO

Oggi il mercato globale delle scarpe genera un valore superiore ai 400.000 miliardi di dollari all’anno. L’Italia, con 205 milioni di paia all’anno, è leader in Europa e tra i primi a livello mondiale. 

Lo stile italiano, che si distingue per la qualità elevata dei materiali, l’artigianalità e la creatività, è in assoluto il più ricercato: il boom è arrivato subito dopo la Seconda Guerra Mondiale, con la produzione di sandali più audaci e décolleté da sogno, ma l’Italia ha dominato il settore soprattutto tra gli anni Settanta e Novanta, lanciando tendenze moda grazie a firme prestigiose come Armani, Ferrè, Valentino e Versace. 

LE SCARPE VINTAGE PIÙ DESIDERATE

Ci sono scarpe del passato entrate di diritto nella storia del costume, diventate veri oggetti di culto. Tra le calzature più desiderate troviamo i sandali Rainbow di Ferragamo del 1938, realizzati in pelle dorata e scamosciata, con zeppa coloratissima, e destinati a Judy Garland per il film “Il mago di Oz”. Per non parlare degli iconici mocassini unisex di Gucci, con morsetto in metallo ispirato all’equitazione (1953), ancora oggi riproposti in versioni inedite e contemporanee.

Ricercatissime anche le ballerine Cendrillon di Repetto (1956), indossate da Brigitte Bardot, Jacqueline Kennedy e Audrey Hepburn, e le décolleté Le Belle Vivier con fibbia in metallo, amate da Catherine Deneuve (1965). 

Tra le calzature vintage più amate spiccano anche gli stivali antipioggia Wellington e i Dr Martens, popolari già negli anni Sessanta; le espadrillas con zeppa Castaner, create insieme a Yves Saint Laurent, e i mocassini Gommino di Tod’s (anni Settanta). I sandali flat Oran di Hermès (anni Ottanta), sono diventati leggenda, con il frontale a forma di “H”, simbolo di eleganza discreta senza tempo.

LE SCARPE PIÙ COSTOSE AL MONDO

L’alta moda e il lusso non conoscono limiti quando si parla di calzature. Stilisti e designer hanno creato scarpe che sono veri e propri simboli di status, ricchezza e arte, realizzati con materiali preziosissimi e venduti a prezzi astronomici. Nella top ten delle calzature più costose al mondo troviamo alcune creazioni di Stuart Weitzman: le scarpette rosse Wizard of Oz Ruby, realizzate con 643 rubini incastonati nel platino (valutate 1,6 milioni di dollari); le Tanzanite Heels in argento lucido, con cinturino decorato con 185 carati di tanzanite e 28 carati di diamanti (2 milioni di dollari); le Cinderella Shoes, ispirate a Cenerentola, fatte in pelle italiana con 565 diamanti kwiat incastonati in platino (2 milioni di dollari); le Rita Hayworth, con diamanti, zaffiri, rubini e, al centro, gli orecchini della leggendaria attrice (3 milioni di dollari).

immagine che rappresenta una scarpa con tacco e piume

Le bellissime Slippers di Tom Ford, indossate da Nick Cannon, tempestate di oltre 14mila diamanti su una base in oro bianco, valgono 2 milioni di dollari. Le Ruby Slippers di Harry Winston, create per il 50esimo anniversario de “Il Mago di Oz”, valgono 15 milioni di dollari e sono tempestate di diamanti blu e rosa. Le Debbie Diamond Shoes di Jada Dubai (17 milioni di dollari) sono fatte in oro, pelle, seta e 236 diamanti, con due diamanti di grado D da 15 carati ciascuno. Il record, però, spetta alle italianissime The Moon Star Shoes, create da Antonio Vietri: sono realizzate in oro, con diamanti da 30 carati e un frammento di meteorite ritrovato in Argentina nel 1576. Valore? 19 milioni di dollari. Un simbolo di lusso estremo e di ingegneria del design assolutamente made in Italy.